Presidente: Maurizio Conte               Home   Opere Festival      Eventi      Location     Crediti     Rassegna Stampa    Guest     Contatti



CASTELLO ODESCALCHI
DI BRACCIANO


18 settembre 14 dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mostra Piranesi-Muniz "Carceri d'invenzione"

Le volte delle armerie del castello Odescalchi ospiteranno, per la prima volta, il confronto tra il talento universale di Giovanni Battista Piranesi e l’acclamato artista contemporaneo Vik Muniz. Oggetto dell’incontro: le Carceri d’Invenzione dell’incisore veneziano. Dal XVIII secolo queste tavole ispirano interpretazioni, letture e dispute sulla natura del loro messaggio. Da Victor Hugo, “la mente nera di Piranesi…”, a Marguerite Yourcenar, “…le grandi Carceri offrono una sorta di immagine capovolta della grandezza romana e barocca riflessa nella camera oscura di una mente visionaria”, in tanti hanno cercato di decriptare l’imponenza annichilente di questo impenetrabile vedutismo. Dimensioni e architetture spaziali mai descritte, megalomania lugubre, magnificenza onirica e ossessione della costrizione porteranno lo spettatore del ‘700 a riconoscere in quelle tavole la più sconvolgente e violenta descrizione del buio secolare dal quale la nuova epoca dei lumi avrebbe dovuto liberarlo accendendo le luci della ragione negli abissi sociali e naturali dell’uomo. La loro potenza emotiva e ipnotica attraverserà i tempi influenzando romanticismo, surrealismo e contaminando, ancora oggi, l’arte e la cultura contemporanea.

A quasi quattro secoli dalla stampa della prima edizione delle Carceri, Vik Muniz, artista ormai presente nell’olimpo delle collezioni permanenti dei più importanti musei americani e europei affronta una rilettura di otto tavole del genio veneziano: La torre circolare (III), La gran piazza (IV), Il fuoco fumante (VI), Il ponte levatoio (VII), La ruota gigante (IX), L’arco con la conchiglia (XI), Il pozzo (XIII) e L’arco gotico (XIV).

RASSEGNA STAMPA
 


 

Nato a San Paolo del Brasile, Muniz già da tempo vive e lavora a New York. “Le sue opere sono il risultato di un complesso lavoro che gioca sulle qualità di verosimiglianza e di illusione di realtà offerte dalla fotografia come mezzo meccanico con il quale riprodurre un'immagine: nelle foto di Muniz lo scatto vero e proprio è infatti solo l'ultimo stadio di una serie di passaggi concatenati necessari a legare sinteticamente e percettivamente riproducibilità tecnica, capacità manuale e memoria collettiva” (da presentazione Galleria Cardi). “Le cose” afferma Muniz “somigliano alle cose, sono incarnate nella transitorietà del significato dell’altra; una cosa somiglia ad una cosa, la quale somiglia ad un’altra cosa, o ad un’altra”.


Vik Muniz (San Paolo del Brasile, 1961) ha esposto: Miami Art Museum, Miami (2006), MACRO (2003), The Menil Collection (2002), La Biennale di Venezia, Museu de Arte Moderna, Rio de Janeiro, Brasil, Whitney Museum of American Art, Contemporary Arts Center, New Orleans (2001), Musée de L'Elysée, Lausanne (2000), Center National de la Photographie, Paris, Museum of Contemporary Photography, Chicago (1999), The Metropolitan Museum of Art, New York, International Center of Photography, New York (1998).

 

 

 

Associazione Culturale Opere 2006-2012 - Tutti i diritti riservati